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ESTRAZIONI DENTI INCLUSI

Durante il processo di eruzione dei denti si possono verificare alcune condizioni che non ne consentono il corretto posizionamento in arcata. Questa alterazione è detta disodontiasi. Alcune delle cause di ritenzione di un elemento dentario possono essere:

1. L’estrazione precoce di un elemento deciduo (dente da latte)

2. La presenza elementi sovrannumerari 

3. L’affollamento dentario in arcata 

4. Il malposizionamento del dente

5. Pregressi traumi

L’elemento malposto può trovarsi in inclusione ossea, quando è quasi completamente circondato da pareti ossee, in inclusione mucosa o in seminclusione quando supera il piano mucoso e appare parzialmente visibile in arcata.

I terzi molari o ottavi, più comunemente conosciuti come denti del giudizio, identificati in medicina/odontoiatria come 1.8, 2.8, 3.8 e 4.8, sono gli elementi dentari che più frequentemente si presentano in inclusione.

Le indicazioni all’estrazione dei denti del giudizio possono essere varie:

1. ripetuti episodi di pericoronarite (infiammazione?); in tali casi gli episodi infettivi andrebbero sempre trattati con antibioticoterapia prima dell’estrazione

2. la presenza di carie sul dente stesso o sul dente vicino

3. l’evoluzione cistica del follicolo (cisti follicolare)

4. la necessità di effettuare movimenti ortodontici degli elementi vicini

Prima dell’intervento è necessario eseguire un ortopantomografia (RXOPT) e, a giudizio del chirurgo, un’eventuale TC delle arcate.

Le estrazioni del dente del giudizio incutono molta paura, spesso immotivata e legata al fatto che questo è spesso il primo “intervento chirurgico” intraorale che si subisce.

Alcune raccomandazioni per rendere il più confortevole possibile il tempo dell’intervento:

1. Eseguire sempre l’anestesia tronculare con rinforzo linguale per i denti del giudizio inferiori e aspettare qualche minuto prima di iniziare la procedura.

2. Spiegare al paziente che durante la procedura sentirà spingere, tirare anche forte, vibrare, ma non dolore, e che qualora sentisse dolore si potrà precedere con altra anestesia

3. Rassicurare il paziente che nonostante avrà molta acqua in bocca durante l’intervento, questa verrà aspirata e lui potrà in ogni caso deglutirla in completa sicurezza

4. Avvisare il paziente che potrà, con le dovuta precauzioni, chiedere delle pause che ovviamente influiranno, se troppo frequenti, sul tempo totale

5.Non esercitare forze spropositate e avvisare il paziente nei momenti in cui potrebbe sentire tirare o spingere maggiormente

L’intervento potrà durare in media 30/35 minuti, in casi complessi 45 minuti. Al termine viene eseguita una revisione della cavità alveolare che può essere riempita con materiale emostatico per controllare il sanguinamento. La sutura finale è quasi sempre necessaria.
Successivamente all’intervento è consigliabile:

1. Posizionare il ghiaccio

2. Somministrare un antidolorifico

3. Iniziare una terapia antibiotica

E’ bene rilasciare un vademecum post operatorio ed un recapito a cui sia contattabile del personale medico per eventuali necessità.

Nel periodo postoperatorio si potranno verificare in modo variabile da individuo a individuo:

1.Edema, anche importante che può arrivare a gonfiare anche la palpebra. Questo è normale e viene in parte contrastato dalla delicatezza chirurgica, dal ghiaccio e dalla terapia corretta

2. Ematomi, cioè lividi, in regione mandibolare, guancia, collo

3. Sanguinamenti di piccola entità

4. Trisma, ovvero difficoltà ad aprire la bocca, che non deve tuttavia impedire un’attenta igiene orale

Complicanze più gravi, anche se poco frequenti, sono:

1. l’interessamento del nervo alveolare inferiore con disturbi della sensibilità, nella maggior parte dei casi temporanei, del labbro inferiore omolaterale al dente estratto. Il rischio è correlato alla contiguità del dente al canale osseo in cui decorre il nervo.

2. Frattura della mandibola, è una complicanza rara ma che si può verificare specialmente nei denti in inclusione ossea profonda, dove è necessario asportare grandi quantità di osso per effettuare l’estrazione

3. Comparsa di comunicazioni con il seno mascellare che devono essere chiuse possibilmente contestualmente all’intervento non appena ci si accorga della loro comparsa

Per questi motivi è importante affidarsi a personale esperto e qualificato, che dopo un’attenta analisi delle caratteristiche dell’elemento dentario e del paziente possa pianificare al meglio l’intervento scongiurando di incorrere nelle complicanze sopracitate.

I canini superiori sono i secondi per frequenza a presentarsi in inclusione ossea. In questi casi si può avere un atteggiamento diverso in relazione all’età del paziente.
Nei pazienti giovani è bene valutare insieme ad un ortodontista la possibilità di un trasferimento in arcata (trazionamento) del dente, che spesso pero’ richiede una fase ortodontica di preparazione.
Nel caso in cui ciò non sia possibile si può procedere all’estrazione per cui valgono le considerazioni fatte per i denti del giudizio.